The Things Network nasce da una startup olandese che ha raccolto 295 mila euro in una campagna di crowdfunding per lanciare una rete di Internet of Things aperta, libera e decentralizzata.The Things Network

Il modello scelto per sviluppare questa piattaforma di IoT urbana è quello del crowdsourcing, aperto ad organizzazioni di comuni cittadini e alle aziende. Sono bastate poco più di quattro settimane per sviluppare The Things Network, grazie all’impiego della piattaforma wireless LoRaWAN , funzionante anche in assenza di WiFi e reti 3G o 4G, facile da installare, con bassi consumi energetici e ridotti costi di manutenzione.

Questa idea si pone attualmente in contrapposizione con la principale rivale commerciale nel settore IoT, cioè Sigfox.

 

Come funziona la rete libera?

The Things Network utilizza il protocollo LoRaWAN (in futuro è previsto anche l’utilizzo del Bluetooth 4.2 per il corto raggio) e mette a disposizione tutta l’infrastruttura server necessaria al corretto funzionamento della rete libera insieme ad una serie di servizi utilizzabili dai propri membri per interfacciarsi con i propri dispositivi (il backend).

 

L’accesso alla rete Internet per dispositivi è reso possibile dai membri stessi della comunità che hanno la facoltà di installare, a proprie spese, uno o più gateways.

I gateways sono apparati radio LoRa che dirottando il traffico dati ricevuto dai dispositivi nel loro raggio d’azione (in uplink e downlink), attraverso Internet, verso i server centrali di TTN (The Things Network). La banda radio utilizzata da LoRaWAN è regolamentata dalla normativa Europea ERC-REC-70-3E e grazie alle limitazioni imposte il traffico generato sulla connessione Internet risulta impercettibile.

 

In area urbana ogni gateway può teoricamente coprire un raggio intorno a se di circa 5Km, Prendendo quindi come modello l’area di Milano, questa potrebbe essere coperta interamente con meno di 20 gateways.

Il costo attuale di un gateway fai da te si aggira intorno ai 300€. Questa cifra a mio parere è quella più realistica e comprende l’acquisto di un concentratore LoRa (il classico iC880a completo di antenna), di una Raspberry Pi 2/3 più accessori vari, come ad esempio un contenitore stagno ma più in generale tutto quello che può servire per installare il gateway all’esterno in una posizione che garantisca la massima copertura radio.

Gateways di grado più “industriale” hanno costi che si aggirano intorno ai 1.000/1.500€, ma già un modello base ben posizionato offre ottime prestazioni congiuntamente ad una buona affidabilità.